Il Lago al Boschetto é una ex cava di sabbia e argilla situata a Torreselle in provincia di Padova. Gli scavi sono stati terminati agli inizi degli anni 70’ e le prime immissioni di pesci, risalgono già a quegli anni. Originariamente comprata dalla famiglia Chiarioni (che tutt’oggi amministra la cava) per andare a caccia di anatre, il bacino è stato poi commutato a pesca sportiva, inizialmente con trote e carpe, per poi passare ad un ambiente esclusivamente dedicato agli amanti del carp-fishing, fino a diventare oggi una meta per molti pescatori. Il laghetto, di forma irregolare, si estende in un’area di circa 3 ettari, circondato da piante di ogni genere ed immerso in una rigogliosa e curata vegetazione, da la sensazione di un’oasi di pace e natura.

Attualmente gestito in modo ammirevole da Luca Chiarioni, il quale circa un anno e mezzo fa ha raccolto il testimone lasciatogli da suo padre Lido, che dopo tanto duro lavoro ora si gode un po’ di meritato riposo. Le ampie piazzole, dove si può montare agevolmente la tenda, sono tutte da un solo pod e sono raggiungibili comodamente con l’auto. Ecco le postazioni: 1-2 casa, 3 curva, 4-5 gadia, 6-7 cabina, 8-9-10-11 orto, 12-13-14-15-16 campo, 17-18-19-20 cavetta, 21-22 punta. I permessi di pesca vengono rilasciati al costo di 8 euro per il giorno e di 8 euro per fare la notte (questa tariffa vale per sessioni di almeno una notte). Per un week end intero da venerdì a domenica si spendono 40 euro; chi invece desidera fare solo la giornata il prezzo è di 10 euro.

La conformità del fondo non presenta grosse variazioni di rilievo, visto che sia aggira quasi tutto intorno ai 3,5 metri, con profondità massima di 5 metri; questa tipologia di fondale piuttosto omogenea, lo rendono affrontabile anche dai pescatori meno esperti, quelli che non hanno la dimestichezza nel localizzare gli hot-spots più idonei.

In ogni modo le zone di pesca sono molteplici e facilmente individuabili; non c’è la necessità di lanci esageratamente lunghi, ma ci si può dedicare con successo al marginal-fishing, cercando i pesci che amano frequentare la riva alla ricerca di cibo.

Indipendentemente se i punti dove avete deciso di pescare possano ospitare solo qualche isolato esemplare o vi è presente un branco di pesci, sia una zona di passaggio o di stazionamento, dobbiamo impostare la tattica sempre per un pesce alla volta; questo significa che per avere il massimo delle possibilità, considero ognuna delle mie canne come a sé stante, in modo isolato; cercando sempre di posizionare le mie montature nel modo più preciso possibile, rilanciando la lenza fino a piazzare il terminale esattamente dove voglio.

La pesca è consentita con l’ausilio di tre canne e ciò permette di impostare la battuta in maniera tale da sfruttare varie situazioni, sondando differenti settori; separando le mie canne, posso così scegliere vari approcci e posso testare diverse tattiche nello stesso momento.

Per una corretta pasturazione, niente di meglio che un selezionato mix di granaglie (secondo il mio parere quelle di dimensioni minori sono le migliori), mescolate a poche boilies frantumate; codesta miscela unita a pellets, magari con differenti tempi di scioglimento, è veramente efficace perché ha un effetto immediato nei confronti del pesce e lo impegna per più tempo nella ricerca del cibo. Il contenuto delle pellets composto da farina, attrattori, aromi e dolcificanti, offre un richiamo irrefrenabile per le carpe; esse non contengono sostanze pesanti ad alto valore proteico (facile digeribilità), e trovano il loro ideale utilizzo nella fase di pesca, in quanto avendo un rapido scioglimento diffondono nella zona circostante tutte le sostanze contenute, richiamo a cui i ciprinidi non sanno resistere. Preferibilmente da evitare sono quelle al pesce, per eludere il più possibile i fastidiosi pesci gatto che possono disturbare ripetutamente l’azione di pesca.

È importante scegliere la giusta proporzione fra boilies, granaglie e pellets per effettuare una pasturazione attenta e con uno scopo ben preciso. Per le boilies mi limito a dire che è certamente più opportuno puntare sulla alta qualità che sulla larga quantità.

I sacchetti idrosolubili sono un eccellente metodo per pasturare e ne esistono di molteplici forme e misure. Una volta chiuso perfettamente il sacchetto, taglio gli angoli nella parte inferiore per creare due piccole aperture che serviranno a far fuoriuscire l’aria al momento dell’impatto con l’acqua. Con questo validissimo sistema sarà possibile depositare l’esca con la pastura anche a distanze ragguardevoli senza rischiare di perdere tutto durante il lancio; quando il sacchetto si sarà adagiato sul fondo inizierà a sciogliersi e successivamente perderà la sua consistenza, di modo che il suo contenuto sia perfettamente concentrato intorno alla nostra insidia, con il terminale completamente avvolto dalla pastura. Questa strategia non comporta assolutamente una minor selettività della preda, ma una più rapida ed efficace azione di pesca, che spesso ha riscontrato grande successo in termini di catture, senza alcuna pasturazione preventiva e senza il bisogno di lunghe sessioni di più giorni.

Alcuni ragazzi che frequentano la cava, mi hanno confermato che affrontare il posto con pasturazioni troppo abbondanti è spesso controproducente; qualche retina solubile con sbriciolato di boilies o talvolta anche solo uno stringer, sono più che sufficienti a garantirci delle abboccate durante qualsiasi stagione. Senza dubbio è un’acqua sottoposta ad una forte pressione di pesca, ogni pesce è stato catturato un’infinità di volte e ad ogni carpa è stato dato persino un nome; inventare qualcosa di nuovo ad ogni uscita, per non insospettire lo stesso pesce alle medesime esche, ai tappeti di palline ed alle identiche presentazioni è spesso la carta vincente. Fate particolare attenzione ai fili tesi in acqua, perché rappresentano una chiara fonte di pericolo per il pesce, quindi è consigliabile utilizzare sempre un back-lead (affonda filo).

Per quanto riguarda l’attrezzatura, si tende a privilegiare quindi canne mediamente potenti, in grado di lanciare sacchetti e retine idrosolubili di una certa grandezza. Ovviamente tutti i componenti della montatura devono essere in scala ridotta: sottili dacron da 12-15 libbre ed ami del numero 6-8 o anche meno…(è vero che sono meno robusti, ma hanno anche una capacità di penetrazione nettamente superiore).

Durante la mia sessione, i risultati migliori li ho avuti associando un sacchetto in pva con esche di piccolo diametro, le quali mi hanno assicurato numerose partenze; l’esca principe rimane sostanzialmente la boile, nei vari formati, gusti e presentazioni, mentre il mais aromatizzato è un’ottima alternativa e anche le tiger-nuts bilanciate regalano notevoli soddisfazioni, alternando carpe a battaglieri amur, che con la loro presenza in certi periodi dell’anno fanno la parte del leone, mettendo a dura prova l’abilità e l’attrezzatura del pescatore. Al contrario di quanto si possa pensare, i pesci sono in possesso di una forza superiore alla norma, non si arrendono facilmente e si sono rivelati parecchio combattivi.

Oltre ad essere ben popolato da specchi e regine che raggiungono pesi ragguardevoli (con punte fino a 27kg), sono presenti amur di taglia media elevata e magnifiche carpe koy variopinte da fantastici colori!

Se impostata correttamente e con i giusti sistemi, anche una breve sessione di pesca può offrire buone opportunità di cattura; queste esperienze potrebbero all’apparenza sembrare banali, ma possono farvi acquisire quel senso dell’acqua, quella elasticità mentale e quegli accorgimenti tecnici che sicuramente vi ritorneranno molto utili anche in altre circostanze.

Queste caratteristiche hanno fatto del Boschetto un punto di riferimento per molti appassionati della zona e non, che per mancanza di tempo, fondi, prede o acque, trovano in questo luogo un posto ideale per effettuare battute di pesca mirate alla cattura di pesci da record.

Tra le regole fondamentali, ricordiamo che è vietato imbobinare la treccia, mettere le prede dentro al carp-sack e utilizzare barchini radiocomandati e barca, sono permesse tutte le esche escluso il trout-pellets, ma con moderazione (pasturazione limitata a 3 kg di esche al giorno); data la stazza delle carpe si raccomanda un materassino adeguato e di generose dimensioni

Ci tengo a menzionare che il prossimo 4 e 5 luglio si terrà un enduro organizzato dall’amico Alessandro Berton (titolare del negozio “Punto Pesca da Ale” di Loreggia), al quale parteciperanno 12 coppie disposte su tutto il perimetro della cava; ringraziandolo personalmente per l’invito, sarà un’occasione per tornare che non mi farò sicuramente scappare!

Le immagini del lago testimoniano la quiete che si vive sulle sue sponde, immersi in un verde rigoglioso e un ambiente confortevole. La direzione fornisce un servizio bar e ristoro; nel bagno poi c’è la possibilità di fare anche una gradita doccia utilizzabile in qualsiasi momento del giorno e della notte. Questa serie di comfort rende piacevole la sosta lungo le rive ed è particolarmente apprezzato dalle donne, spesso compagne inseparabili di molti carpisti. È disponibile un servizio pizza con consegna direttamente al lago : 0499367116

In sostanza un’organizzazione perfetta che aiuta a rendere più piacevole il soggiorno.

L’indirizzo esatto è: Lago al Boschetto, via Montegrappa – Torreselle (PD)

Per informazioni telefonare a Luca Chiarioni = +393487107910